Odiare… amare…
Quando si comincia a detestare una persona, a non volerla più vedere, a prendere le distanze da ciò che è diventata, si inizia a pensare che le cose siano cambiate. Che non la si ami più, in fondo. E’ una persona diversa da quella che abbiamo amato. Che fa cose orribili e che forse lei per prima vuole essere detestata perché è forse l’unico modo per riuscire ad allontanarci da lei. Io non lo so. Voglio dire, non so come si possa passare da uno stato all’altro. So solo che più penso a ciò che è diventato ora e più lo detesto, più mi fa schifo, più mi vergogno di lui, più non lo riconosco e vorrei prenderlo a schiaffi per farlo rinsavire. Sta distruggendo tutto, ma non di noi, ormai non c’è più un noi e quel che c’era è già finito in un cassetto, ma di se stesso. E’ diventata una persona orribile, che si serve ad ampie manate dal buffet di ragazze che gli si offrono, senza fermarsi un attimo, usa e poi getta. Mi fa schifo solo l’idea di essere toccata da una persona così. Che di umano non ha più niente, che dietro la scusa del non sapersi innamorare, tiene tutto a distanza e quando ha finito i suoi comodi, ripone le persone in un angolo. Eppur facendomi schifo, nauseandomi, odiando la persona che è diventata oggi, c’è ancora una forma di amore nei suoi confronti, che è data dalla preoccupazione per lui, dal comprendere il suo malessere, quella sua lotta intestina tra più anime. In fin dei conti se in 8 anni di conoscenza è stato in un modo con me, probabilmente quella faccia di lui c’è ancora, era la faccia della serenità, che oggi si è persa chissà dove. Odiarlo, amarlo… c’è allora così tanta differenza?